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Temi di scuola - TEMA ARGOMENTATIVO

 

TEMA ARGOMENTATIVO

Esiste il Destino?

 

Per gli antichi Greci il Fato, personificato dalle Moire, era una forza superiore addirittura alle divinità, in grado di decidere la sorte degli uomini, il momento della loro nascita, gli eventi fondamentali della loro esistenza e infine la loro morte.

Credi che esista una simile entità capace di determinare gli aspetti fondamentali delle nostre vite? Oppure ritieni, come sostenevano gli antichi Romani, che ciascuno sia artefice della propria sorte?

SVOLGIMENTO

Fato, destino, sorte sono tutti sinonimi di un principio di causalità. L’uomo s’è sempre chiesto, nel corso dei millenni, perché accade quel che accade: ha cercato ed inventato miriadi di spiegazioni per gli eventi, propri ed altrui, miliardi di giustificazioni per i propri comportamenti, per i propri accadimenti. Si è cercato di spiegare, si è cercato di capire, si è cercato, perfino, di scegliere… e non se n’è mai capito un cazzo!

Sono importanti le cause perché con esse si spiegano gli effetti. Se è vero che tutto finisce là dove comincia, è dalle cause che possiamo vedere la fine. La filosofia è nata per esorcizzare il dolore e la morte (Emanuele Severino) ed è per questo che la ricerca filosofica è sempre alla ricerca delle cause e cioè alla scoperta della morte.

Di questa ricerca delle cause fanno parte anche le varie forme di fede, fra le quali la fede nel destino e nella pre-destinazione, le religioni, le mistiche.

La ricerca delle cause non è altro che la ricerca del senso e del significato di cose ed eventi. Facciam così tanta fatica a dar senso alle cose e mi par ovvio il perché: il senso delle cose non c’è. In questo, non fa differenza che esista il destino o l’arbitrio, che qualcuno sia artefice di se stesso o un destino l’abbia maledetto ad essere di sé artificio.

Il fatto, semplice, è che non ci sono né cose né eventi e quindi né destino né scelte o decisioni: cose ed eventi sono artifici. Non esistono davvero. L’uomo è un manufatto di carbonio, idrogeno, ossigeno, potassio e via dicendo. Perfino i pensieri sono artefatti di dopamina, adrenalina e che diavolo d’altro. Esattamente come un peto di vacca: un artefatto di carbonio e idrogeno (CH4). Ed esattamente come una scoreggia di vacca l’uomo è esplosivo.

Destino e scelta non sono altro che le faville di incendio che innescano l’esplosione del pensiero.

L’esplosione è cominciata quando l’uomo si è creduto migliore di una rana o di un grillo perché poteva identificare le cause della grillità e della ranità e perimetrare i recinti della rana e poi dell’animale e poi perfino dell’universo cògnito. Questa perimetrazione è avvenuta attraverso la scoperta delle cause di fatti ed eventi che di volta in volta, a seconda del gusto dei secoli, sono diventati destino o decisione, decisione del destino ma, più propriamente (con Sartre), destino di decisioni.

Gli uomini scelgono, è vero. Non si può evitare questa responsabilità che però, del resto, è irrilevante. Non si può evitare nemmeno la sensazione di non avere scelto e di trovarsi nel gorgo di uno o più evento di cui siamo vittime ma non artefici. Perché è talmente tanto quello che ci prescinde che sfugge da qualsiasi possibilità di decisione. Non decidiamo che il sole tramonti stasera più di quanto decidiamo che sorga di nuovo domattina ma non per questo il motivo per cui sorge o tramonta il sole è un destino: è un semplice, banale fenomeno naturale.

Non c’è destino, non c’è scelta. Non c’è niente. È tutto irrilevante rispetto al fenomeno di idrogeno e ossigeno che si mischiano a formare il peto della vacca o il sole. Non c’è cosa, non c’è evento e quindi non ci sono nemmeno le loro cause.

Artificio è la storia, la filosofia, la letteratura perché il pensiero non è altro che un fenomeno elettrochimico. Artificio è perfino il corpo che non è altro che un agglomerato di carbonio e altri elementi. E solo questa è la causa che, è vero, è anche la fine: quando un corpo muore, fatalmente, si decompone nei suoi elementi costituenti che si disperdono nell’ambiente a danno cibo a vermi, lumache, concime per erbe ed infine si ricompongono per formare altri soli di cui non avremmo mai cognizione alcuna.

Non sappiamo niente, non abbiamo saputo mai niente ma quello di cui sono certo è che non dobbiamo mai fumare intorno alle vacche che scoreggiano perché il metano (CH4) è altamente infiammabile.